lunedì 25 gennaio 2016

Alloro (Laurus nobilis)

La versione indiana di questa pianta è il Cinnamomum tamala, una parente stretta del cinnamomo; è pungente, dolce, calda e ha sapore postdigestivo pungente. Induce una diminuzione di vata  e kapha mentre accresce pitta. Questa spezia viene somministrata mescolata alla cannella ed al cardamomo per curare la congestione respiratoria. In alcuni casi, la corteccia della pianta viene utilizzata come adulterante della cannella.
L’Alloro stimola la digestione (Agni) se mescolato, durante la cottura, con il cibo o, se viene servito come tisana, soprattutto alla fine dei pasti. L’Alloro, inoltre, per le sue qualità (guna), oltre ad avere un’azione aperitiva e digestiva, ha anche un’azione espettorante, antireumatica, sudorifera.
Nel passato era molto impiegato l‘olio di alloro che si prepara con le bacche di alloro colte a maturazione, seccate e tritate. 

sabato 23 gennaio 2016

Amalaki - Haritaki - Bibhitaki

Amalaki (Emblica officinalis):

Questa pianta, comunemente nota come emblica, è caratterizzata da cinque o sei sapori (è priva del gusto salato), il principale dei quali è quello acido; ciò nonostante ha virya fredda e, come haritaki e bibhitaki, ha madhura vipaka (sapore dolce nella fase postdigestiva). Amalaki ha la proprietà di calmare i dosha, in particolare pitta. Usata come balsamo o olio capillare, ritarda la caduta dei capelli e la canizie, e assunta sotto forma di marmellata medicinale, trova impiego nella cura dei disturbi respiratori ed esercita un'azione ringiovanente. Ha proprietà adattogene, antinvecchiamento, antidiabetiche, antinfiammatorie, antitussive, anticarcinogeniche, ipocolesterolemizzanti e epatoprotettriciUn solo frutto di questa pianta contiene vitamina C in quantità pari a quella di ventiquattro arance e in una forma termostabile che non risente della lavorazione. Anche il fiore, la corteccia, la radice e i semi di Amalaki hanno proprietà terapeutiche.
L'emblica è anche il costituente principale di un tonico indiano, il Chyawanprash, utilizzato dalla medicina ayurvedica per ridurre i livelli di glicemia post-prandiale e quelli di colesterolo LDL. 

Haritaki (Terminalia chebula):

Come Amalaki. Haritaki ha cinque sapori (è priva del gusto salato), il principale dei quali è quello astringente ma, a differenza della pianta sopra descritta, ha virya (potenza) calda. Anche Haritaki calma i tre dosha , in particolare vata, benché un suo uso prolungato rischi di provocare un aggravamento di questo dosha. Haritaki elimina l'accumulo di tossine dai tessuti, soprattutto da quelli dell'apparato digerente e ringiovanente l'organismo, in particolare il colon e i polmoni. 

Bibhitaki (Terminalia belerica): 
Caratterizzata principalmente dal sapore astringente (con tre sottogusti), questa pianta ha virya calda. Anch'essa calma i tre dosha, in particolare kapha. Il frutto acerbo di bibhitaki ha proprietà lassative mentre il frutto maturo fatto seccare è un efficace antidiarroico. Inoltre rappresenta un utile rimedio contro le emorroidi, le malattie della pelle, malattie degli mocchi, asma bronchiale, costipazione. Espettorante ed antinfiammatorio.

Queste tre piante insieme sono alla base della Triphala ("tre frutti"), una miscela fitoterapica che viene consigliata per diversi tipi di malattie. Ha proprietà antitumorali, antidiabetiche e detossificanti. La Triphala è uno dei rimedi ayurvedici più antichi e comuni; la sinergia tra queste tre potenti piante fornisce un rimedio armonioso di infinito valore per mille disturbi umani. Fra le altre cose la Triphala rafforza lo stomaco ed il tratto intestinale, rafforza il sistema immunitario, protegge i tessuti e gli organi, rafforza cervello, cuore, nervi e fegato, migliora l'appetito, riduce il fuoco interiore ed acquieta la sete, neutralizza le tossine ed è un superbo tonico ringiovanente.


venerdì 22 gennaio 2016

Peperoncino

Il peperoncino, caldo e di sapore pungente, sia prima sia dopo la digestione, abbassa il livello di kapha e aumenta quello di pitta. Inizialmente, la sua azione riscaldante contribuisce a controllare vata ma con il tempo la sua natura pungente ne provoca l'incremento. Nonostante questa spezia non sia originaria dell'India, è molto apprezzata e occupa un posto importante nella tradizione culinaria di questo paese. Se mangiato nella stagione calda, il peperoncino svolge un'azione diaforetica, contribuendo a mantenere fresco il corpo ma il consumo abituale di questa sostanza finisce per surriscaldare l'organismo. Gli abitanti dei villaggi applicano la polvere di peperoncino sui morsi dei cani e di altri animali, in quanto le attribuiscono il potere di uccidere gli agenti patogeni, fra cui il virus della rabbia. La polvere di peperoncino viene anche assunta per via interna come rimedio d'emergenza nei casi di diarrea acuta, di colera, di emorragia intestinale e uterina; tuttavia il ripetuto ricorso a questa sostanza per questo scopo è destinato ad aggravare lo stato della malattia. 

giovedì 21 gennaio 2016

Shatavari (Asparagus racemosus)

Le radici dell'Asparagus racemosus, parente dell'asparago, hanno le proprietà di regolare i dosha, in particolare vata e pitta ma se somministrate in quantità eccessiva, inducono un aumento di ama. Inoltre, le radici di Shatavari contengono sostanze che favoriscono il rinnovamento degli organi sessuali femminili e del sangue, svolgono un'azione nutritiva tonica, rafforzano il sistema immunitario, stimolano la produzione delle secrezioni sessuali (hanno, pertanto, potere afrodisiaco), migliorano l'intelligenza e la digestione, accrescono la forza fisica e curano le affezioni dell'apparato urinario. L'impiego della radice di shatavari è indicato in qualunque condizione di natura pitta in cui ama sia assente.
Un'altra specie di asparago, l'Asparagus adscendens possiede molte delle proprietà toniche di shatavari ma non esercita la stessa azione benefica a favore degli organi femminili.

martedì 19 gennaio 2016

Pippali - Pepe lungo

In forma essiccata pippali (Piper longum) è pungente, caldo, ha sapore postdigestivo dolce (Madhura Vipaka) ed ha la proprietà di abbassare il livello di vata e kapha; assunto fresco, invece, favorisce l'aumento di kapha. Essendo untuoso, anzichè essiccare i tessuti, come il pepe nero (Piper nigrum), svolge un'azione virilizzante e di ringiovanimento dell'organismo. Pippali trova impiego come rimedio contro la tosse e l'asma, come afrodisiaco e come ingrediente nelle diete ingrassanti. Di norma viene somministrato insieme al latte, la ghee, allo zucchero e al miele per scopi nutritivi, e imbevuto di acqua salata per ripristinare il fuoco digestivo.
Secondo Charaka, la radice di questa pianta rappresenta un digestivo impareggiabile ed è anche in grado di alleviare il gonfiore addominale.

In genere si consiglia di consumare il frutto di pippali in quantità gradualmente crescenti, per permettere all'organismo di abituarvisi; un metodo consiste nel mangiare la pasta di tre pippali il primo giorno, di sei il giorno successivo e così via, aumentando la dose di tre unità alla volta, fino a raggiungere la quota giornaliera di trenta pippali. Poi, nei dieci giorni successivi, il dosaggio va progressivamente diminuito di tre unità. Questa terapia è stata adottata fin dall'antichità per curare l'anemia, le malattie reumatiche , la tosse, l'asma, l'inappetenza, le emorroidi, la consunzione e altre affezioni di origine vata e kapha. Il frutto di pippali, ridotto in pasta e lasciato riposare nel suo succo per otto giorni e poi fatto essiccare, viene prescritto in casi di indigestione, disturbi respiratori, diarrea, ingrossamento del fegato o della milza.


domenica 17 gennaio 2016

Tulasi, l'incomparabile

L'Ocimum sanctum, tulasi ("incomparabile") è una specie di basilico pungente, amaro, con potenza calda e sapore postdigestivo pungente. Regola vata e kapha ma innalza il livello di pitta, a meno che nell'organismo non sia presente ama. Questa pianta è venerata in quanto incarnazione di Lakshmi, la moglie di Vishnu, il dio che preserva la vita: gli indiani la piantano attorno ai templi e nei giardini delle abitazioni private per purificare l'aria e invitare gli dei a presentarsi in quei luoghi. Ha anche la proprietà di tenere lontane le zanzare.
Assunto per via interna, l'Ocimum sanctum agisce principalmente su rasa, sulla pelle, sull'apparato digerente e sull'apparato respiratorio. In particolare, svolge una speciale azione antipiretica negli stati febbrili di origine ama e, a questo scopo, viene somministrato insieme al pepe nero, al succo di zenzero e al miele. Questo preparato serve anche a proteggere la gola.
Fra le altre funzioni di questa pianta ricordiamo quella di purificare, ossigenare e rinvigorire l'organismo, di tonificare il cuore e di neutralizzare gli effetti dei veleni. Il succo delle foglie viene prescritto come rimedio contro, raffreddori, tosse, asma, singhiozzo, pleurite e bronchite, per la sua proprietà di purificare il corpo, favorire l'espulsione del muco e ridurre gli spasmi. Ammorbiditi nell'acqua, i semi dell'Ocimum sanctum svolgono un'azione emolliente a favore dell'apparato digerente e di quello genito-urinario, come i semi del suo stretto parente, il basilico comune, Ocimum basilicum.

sabato 16 gennaio 2016

Dieta e Ayurveda

Nella cultura occidentale, ossessionata dal peso e sovralimentata, la parola “dieta” è diventata sinonimo di regime volto al dimagrimento perdendo così il suo significato originario ovvero quello di “modo di vivere” (dal latino diaeta, a sua volta dal greco δίαιτα, dìaita). Si mantiene fedele allo spirito originario la scienza medica ayurvedica che conferisce all’alimentazione un ruolo fondamentale per la salute dell’individuo. Alimentazione che non si limita solamente alla quantità e qualità del cibo ingerito, ma che comprende anche l’attitudine verso il cibo che prepara nonché i pensieri della persona nel momento in cui si nutre. Afferma Maharishi: "Influiscono sul cibo la qualità dei pensieri, la conversazione durante i pasti e la compagnia”.
…Come è evidente, siamo lontanissimi dal panino consumato frettolosamente in piedi al bar…
Un protagonista dell’alimentazione secondo l’ayurveda è Agni, cioè il “fuoco” che digerisce gli alimenti e permette di separare i nutrienti dagli scarti. Ogni attività metabolica dipende dall’opera di Agni che svolge una funzione assimilabile a quella degli enzimi digestivi. Per assicurarsi una buona digestione, la prima cosa da fare è mantenere in salute Agni adottando dei semplici accorgimenti. Ad esempio, mangiare solo quando si ha fame, non consumare troppi pasti, non alterarsi o innervosirsi mentre si mangia, mantenersi leggeri la sera.
Queste indicazioni di buon senso possono aiutarci a migliorare il nostro rapporto con la tavola e a mantenere il nostro fuoco sempre in salute. Come vedremo, esso svolge un ruolo fondamentale per l’intero processo di assunzione del cibo.
Da un punto di vista ayurvedico, non è possibile stilare un decalogo di regole assoluto secondo le quali l’individuo dimagrisce o, meglio ancora, si potrà assicurare la perfetta salute. Questo perché, secondo tale sistema medico, ogni individuo appartiene ad uno specifico tipo psicosomatico esemplificato dallo schema dei dosha il cui equilibrio viene influenzato dagli alimenti. Più specificatamente sono i “gusti” (Rasa) che si interfacciano con i dosha. Secondo i testi classici i gusti sono sei e sono correlati ai dosha nel seguente modo:

DOLCE: accresce kapha

ACIDO: accresce kapha e pitta

SALATO: accresce kapha e pitta

PICCANTE: accresce pitta e vata

AMARO: accresce vata

ASTRINGENTE: accresce vata

Il “trucco” è combinare in modo sapiente questi elementi - che devono esserci tutti in una dieta equilibrata - proporzionandoli secondo le nostre particolari esigenze.
I primi tre gusti che abbiamo visto, dolce, acido e salato, sono detti anche “pesanti” perché aumentano kapha, mentre gli altri tre, piccante, amaro e astringente, sono definiti “leggeri” in quanto diminuiscono kapha e hanno un effetto catabolico.
Dunque se si ha la necessità di perdere peso, si porrà particolare attenzione ai primi tre sapori, il cui eccesso può causare obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Vanno dunque limitati i cibi dolci e salati a beneficio dei sapori piccanti, amari e astringenti; spezie come lo zenzero, la curcuma e il cumino son dunque considerate utili per dimagrire perché accelerano il metabolismo. A questo proposito, torna il concetto di Agni esposto in apertura: avere un buon metabolismo impedisce un accumulo di peso e esso dipende proprio da Agni che, dunque, va mantenuto sempre vivo e efficiente. Un modo molto semplice per farlo è quello di accompagnare i pasti con il tè verde tiepido che stimola Agni ha delle proprietà astringenti e un effetto antifame.
Scendendo dalla teoria alla pratica ecco qualche alimento che possiamo introdurre o di cui possiamo aumentare nella nostra dieta corrispondente ai sapori - rasa - di cui si è parlato precedentemente:
PICCANTE: pepe, peperoncino, zenzero, aglio, cipolla, ravanelli.
AMARO: spinaci, cicoria, curcuma, rabarbaro, pompelmo, verdure a foglia verde
ASTRINGENTE: legumi, cachi, miele grezzo, frutta acerba, finocchi, mirtilli, rosmarino.
Nella cultura ayurvedica, il pasto ha un’importanza quasi sacrale per il benessere dell’individuo che, attraverso una corretta alimentazione, può sia curarsi che mantenere la salute. Se il corpo è la nostra casa, i mattoni sono i cibi assunti; se questi sono di scarsa qualità, anche la casa ne risentirà e prima o poi emergeranno delle storture.

“Un uomo dotato di autocontrollo, benedetto dagli uomini nobili, che fa una dieta sana, vive per cento anni libero da malattie” - Caraka Samhita.